Gioco e salute digitale: opportunità e sfide del serious gaming
Servizio comunicazione istituzionale
9 giugno 2026
Dalle app che incentivano l’attività fisica ai videogiochi progettati per favorire comportamenti salutari, il cosiddetto serious gaming sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella promozione della salute. Recentemente, nel corso della trasmissione Prima Ora della RSI, Anne-Linda Camerini e Giovanna Pedroni della Facoltà di scienze biomediche dell’USI hanno approfondito opportunità, limiti e prospettive di questi strumenti digitali.
Secondo Anne-Linda Camerini, Docente e Ricercatrice presso la Facoltà di scienze biomediche, le tecnologie digitali offrono nuove possibilità per promuovere la salute pubblica. In questo contesto si inserisce il Master of Science in Health, Major in Digital Public Health dell’USI, che prenderà avvio a settembre e approfondirà il ruolo di strumenti quali smartphone, applicazioni e piattaforme digitali nel sostegno a comportamenti salutari. Tra questi strumenti rientra il serious gaming, ovvero l’utilizzo di meccaniche di gioco per finalità che vanno oltre il semplice intrattenimento. "Il gioco può essere impiegato per migliorare conoscenze, atteggiamenti e abitudini", ha spiegato Camerini, sottolineando però l’importanza di sviluppare questi interventi sulla base di evidenze scientifiche, valutandone attentamente benefici e possibili effetti indesiderati.
Proprio su questi aspetti si concentra parte dell’attività di ricerca di Giovanna Pedroni, assistente dottoranda presso la Facoltà di scienze biomediche. Il suo progetto studia la relazione tra diverse forme di gioco – dai giochi all’aperto ai videogiochi, fino ai giochi da tavolo – e alcuni importanti indicatori di salute, quali alimentazione, attività fisica e sonno. L’obiettivo è comprendere in che modo il gioco possa contribuire alla promozione di stili di vita sani e, sulla base dei risultati, sviluppare interventi di prevenzione e promozione della salute. La ricerca include anche il progetto VIDEOGAME realizzato nelle scuole elementari ticinesi in collaborazione con il CERDD e due docenti della scuola elementare di Claro. Attraverso un’attività ludico-didattica dedicata all’uso consapevole dei videogiochi, oltre 700 allieve e allievi hanno partecipato a un percorso volto a comprendere opportunità e rischi legati al gaming. I risultati preliminari mostrano livelli piu elevati di conoscenza su rischi, benefici, dinamiche del mondo videoludico e una maggiore percezione di autoefficacia verso un utilizzo consapevole dei videogiochi nei partecipanti facenti parte del gruppo di intervento rispetto a quelli appartenenti al gruppo di controllo.
Nel corso della trasmissione è stato affrontato anche il tema dei possibili effetti collaterali delle applicazioni e dei giochi digitali utilizzati in ambito sanitario. Camerini ha evidenziato come gli stessi meccanismi che rendono coinvolgente un videogioco possano, se non adeguatamente controllati, favorire comportamenti eccessivi o compulsivi. "È fondamentale mantenere uno sguardo critico e valutare attentamente efficacia e sicurezza di questi strumenti", ha osservato. Pedroni ha inoltre sottolineato la necessità di monitorare gli effetti nel lungo periodo. Se da un lato le strategie ludiche possono favorire l’adozione di comportamenti positivi, dall’altro è importante comprendere quanto questi cambiamenti siano duraturi e in che misura possano essere mantenuti nel tempo.
Le due ricercatrici affiliate all'Istituto di salute pubblica (IPH) dell'USI hanno infine richiamato l’attenzione sull’importanza di un utilizzo consapevole delle tecnologie digitali. Più che distinguere rigidamente tra strumenti "buoni" o "cattivi", hanno evidenziato come siano determinanti il contesto, le modalità di utilizzo, la frequenza e la durata dell’esperienza di gioco. Promuovere conoscenza e consapevolezza, in particolare tra i più giovani, rappresenta quindi un elemento essenziale per valorizzare le potenzialità del gaming a beneficio della salute e del benessere.